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Opinioni Monarchiche: Italia: la misura è colma

Opinioni monarchiche - Mar, 18/07/2017 - 21:45
Opinioni Monarchiche: Italia: la misura è colma: Italia: la misura è colma Sondaggi truccati e tensioni sociali, analisi della politica possibile Fare l’analisi della situazione ...

Italia: la misura è colma

Opinioni monarchiche - Mar, 18/07/2017 - 21:45


Italia: la misura è colmaSondaggi truccati e tensioni sociali, analisi della politica possibile
Fare l’analisi della situazione politica interna italiana non è facile mai. Negli ultimi mesi però, il quadro generale si è parecchio semplificato. E’ diventato ormai evidente a tutti, che il Partito Democratico e in generale tutte le forze appartenenti all’establishment che detengono il potere e l'attuale status quo, abbiamo cominciato a comprendere - soprattutto dopo gli ultimi negativi risultati elettorali alle amministrative - che l'eventuale prossimo voto politico, varrebbe per loro la sicura estromissione dal governo del Paese. Così, in modo strisciante, tra una battuta ed un’altra, è cominciata un’opera di riposizionamento nella speranza di ingannare ancora una parte dell'elettorato. Questo aggiustamento, avviato dall’ex presidente Renzi, si basa per ora, sulla goffa mutuazione del programma politico della Lega di Salvini. Renzi, bugiardo seriale acclarato, è arrivato infatti ad affermare che gli immigrati devono essere aiutati a casa loro e che il nostro Paese non può farsi carico di tutte le persone che continuano a giungere dal mare. 

Ma non è tutto, infatti, all'interno della compagine governativa, i trattati europei ed in particolare il Fiscal Compact, sono ormai chiaramente criticati. Si pensi che, questo scellerato provvedimento, era stato presentato e voluto fermamente da questi stessi signori solo alcuni anni fa, come la panacea a tutti i nostri problemi, di debito pubblico, di bilancio e di economia. E' chiaramente un atteggiamento grottesco, dettato dal panico: pare infatti che gli ultimi sondaggi siano per queste forze politiche particolarmente impietosi. I risultati, valuterebbero che la somma di tutte le forze europeiste, liberiste e mondialiste, da Sinistra italiana, al PD, passando per i vari detriti lasciati dalla “salita” in politica di Monti, per giungere ai prefissi telefonici di Casini e Alfano, e poi oltre ancora a comprendere addirittura Forza Italia, non sarebbero sufficienti a raggiungere la maggioranza in Parlamento.Ma la situazione è ancora peggiore di quanto è fatta trapelare dai mas media di regime: pare infatti che i sondaggi, siano anche truccati. Nella realtà dei numeri, il Movimento 5 Stelle starebbe ben 5 punti percentuali davanti al PD, che viene valutato dagli stessi meno di quanto oggi gli è attribuito di facciata. Stesso criterio "interpretativo" per quanto riguarda la Lega di Salvini e Forza Italia. Ufficialmente le due forze risulterebbero in parità, mentre la realtà, vedrebbe una sensibile differenza in favore della Lega Nord.Alla luce di ciò, e ricordando quanto avevamo già scritto ad inizio anno, facendo una analisi del dopo voto al Referendum del 4 dicembre scorso, la suddivisione dell’arco politico in Italia, non vede più la diarchia destra/sinistra, ma conferma invece una suddivisione più trasversale al vecchio schema, tra chi è pro o contro la globalizzazione dell'economia. Ciò implica, che Berlusconi si colloca politicamente ormai più lontano dal duo Salvini - Meloni, che dal PD di Renzi.Ciò vuol dire, che se si votasse a breve, l'unico governo che potrebbe avere la fiducia in Parlamento, dovrebbe o potrebbe essere formato soltanto dal M5S e i movimenti definiti sovranisti o nazionalisti: Lega Nord e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni! Queste forze tra loro non sono certo omogenee e sovrapponibili, ma i loro programmi prevedono una serie di punti di contatto importanti, che agirebbero da catalizzatori per un governo a termine, di emergenza o di salvezza nazionale! Berlusconi e Forza Italia secondo la nostra opinione hanno davvero esaurito ogni possibilità di poter dare un contributo positivo, soprattutto alla luce dell’ultima proposta: quale candidato unitario per il centro destra, l’anziano leader ha designato la persona di Sergio Marchionne. Ma davvero Berlusconi crede che Marchionne possa salvare l’Italia? Ricordiamo che l’Amministratore Delegato di Fiat Chrysler Automobiles, dopo aver usufruito di ingentissime somme di denaro prelevate ai contribuenti italiani, ha pensato vantaggioso per lui e per l’azienda privata che rappresenta e dirige, trasferire all’estero la sede, pagando le tasse in Olanda! L'interessato peraltro, ha già risposto negativamente, mettendo fine alla barzelletta, ed in evidenza se ancore ve ne fosse bisogno, l'enorme distanza esistente ormai tra Berlusconi appunto, e il Paese reale oggi!Seguendo l’analisi fin qui tracciata, è doveroso e necessario scrivere che il prossimo governo italiano (democraticamente eletto) sarà quindi sicuramente formato da forze avverse al sistema attuale. Potrà essere un governo di coalizione come scritto poc'anzi, oppure essere un governo tutto M5S operante con l'aiuto esterno di Lega e Fratelli d'Italia sui provvedimenti o le riforme ritenute indispensabili alla sopravvivenza della Nazione.In ogni caso, se dovessero tenere fede al loro programma politico (in antitesi al sistema) avranno di fronte sfide ardue e durissime. Il loro avversario mortale, e le loro principali preoccupazioni, non verranno certo dal PD di Renzi, ma dall’intero establishment europeo e/o mondialista. Qualche avvisaglia di ciò si può cogliere quotidianamente dalle notizie che giungono dal Regno Unito. I tentativi, le minacce e intimidazioni quotidiane per far deragliare i propositi del governo di Teresa May che si muove legittimato da un regolare voto popolare, sono tanto evidenti quanto preoccupanti.Preoccupanti perché, l’ipotesi che il prossimo governo italiano, forte del mandato popolare per spazzare via il liquame neo-liberista al comando, possa cadere nella tentazione di facilitarsi la permanenza a Palazzo Chigi, scendendo a patti, ammorbidendo le posizioni, o peggio proseguendo sul solco obbligato, tracciato da Bruxelles, potrebbe portare ad un pericoloso innalzamento delle tensione sociali.   E qui è opportuno citare altri due sondaggi, che sono stati effettuati senza troppa pubblicità, uno a livello europeo ed uno in Italia. I risultati sono a dir poco scioccanti! Il primo, effettuato sui giovani di tutta Europa, stabilisce che oltre il 50% di essi non ritiene più la democrazia, il miglior sistema per risolvere i problemi sentiti dalla gente. Il secondo, ancora peggio, ha stabilito che in Italia il 70% degli intervistati auspica ed appoggerebbe un golpe militare che si riappropri della sovranità perdute, per traghettare l'Italia a nuove elezioni politiche. Insomma la misura è colma!Per concludere, diventa chiaro che di fronte a questi scenari, il compito del prossimo governo Italiano, non solo è difficile, ma è anche obbligato. Se qualche cosa di poco chiaro, dovesse turbare il lavoro per il quale ha otterrà il mandato popolare, le elezioni che ci accingiamo a svolgere, potrebbero davvero essere le ultime.
18.07.2017 - Alberto Conterio

Politica: il fallimento dei moderati

Opinioni monarchiche - Mar, 04/07/2017 - 21:48


Politica: il fallimento dei moderati
La politica, quella vera, è sempre stata scontro di idee e di ideologie. Gli ultimi trent’anni di politica italiana, ma non solo italiana invece, sono improntati alla moderazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: non si capisce più nulla, e in questo caos a perderci è lo sviluppo della Nazione e con esso il benessere dei cittadini.Poteva dare fastidio negli anni ’60 e ’70, la conflittualità permanente tra destra e sinistra, dove per destra si intendevano i reduci e gli affiliati a ciò che restava della repubblica sociale e a sinistra, i comunisti veri, quelli senza compromessi. Alla luce di quanto succede oggi però, occorre dire con sincerità che si sente la nostalgia di quei tempi… come si sente la nostalgia e il bisogno fisico della nostra Monarchia Sabauda.

Oggi in piazza ad esempio, si manifesta trasversalmente ai partiti pro o contro l’immigrazione o pro e contro i diritti dei gay, pro o contro la famiglia. Ieri si manifestava in piazza - anche con scontri fisici e violenti - per ottenere una maggiore dignità sul lavoro, un migliore contratto dal punto di vista economico, l’estensione a fasce sempre più ampie della popolazione di diritti sociali cardini della nostra civiltà, come il diritto allo studio o alle prestazioni sanitarie gratuite. La moderazione diventata poco a poco, pensiero unico, è ormai utile soltanto ad addomesticare l’opinione pubblica, ad evitare gli scontri, cioè ad evitare che l’interesse dei più grandi e potenti, sia turbato. Credo fermamente, che per tornare a parlare seriamente di programmi politici occorra tornare agli scontri in piazza, ai comizi con servizi d’ordine, alle assemblee urlate, dove tra gli oratori e la moltitudine del popolo, si sentiva forte la tensione, la rabbia anche. Occorre cioè tornare a quel sano scontro che alimenta le idee e accelera la necessità verso la soluzione dei problemi. Poteva esserci intesa tra Almirante e Berlinguer? Sicuramente no, ma il rispetto tra avversari era una costante alla quale nessuno si sottraeva. Oggi purtroppo, proprio perché nessuno ha più rispetto del proprio avversario, ogni accordo è possibile, anche il più innaturale!E quando la politica non ci parla più seguendo una linea di principio, ma segue uno dei tanti interessi, da perseguire al di sopra dei principi, “la politica” perde ogni valore e si trasforma soltanto in un metodo, un meccanismo che si autoalimenta di se stesso, nel silenzio assenso delle masse addomesticate, senza guida e senza principi.Si dice che il ventesimo secolo sia stato il secolo delle ideologie totalitarie, alludendo ad un fatto estremamente negativo della storia umana. Si dimentica anche che è stato il secolo del più alto sviluppo della stessa umanità. Siamo passati da una alfabetizzazione elitaria, ad una alfabetizzazione per tutti, abbiamo visto introduzione di elettrodomestici nella vita quotidiana, siamo passati da una esistenza votata esclusivamente al lavoro per la sola sussistenza, ad una società che finalmente tornava ad avere tempo libero, così come abbiamo visto nel volgere di 25 anni, passare dai biplani di legno e tela ai bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki. E’ nella natura dell’Uomo dare il meglio di se nello scontro, nella necessità primordiale della sopravvivenza. Quando per i più svariati motivi o intendimenti, ciò si assopisce, tutto si assopisce.Per il bene di questo Paese quindi, dobbiamo fare lo sforzo di dire basta alle ammucchiate di idee, ai compromessi, alle grandi coalizioni, alla retorica degli accomodamenti. Dobbiamo tornare a farci dei nemici in nome di un principio che consideriamo sacro e necessario:  La parola “moderazione” non può più far parte del dizionario politico. L’etichetta di moderato, dovrebbe offendere il politico capace, come oggi può offendere il politico onesto l’etichetta di “ladro”!Sentiamo la necessità di avere chiarezza nelle politiche, di chiamare le cose con il loro nome. Gli italiani sono stufi e disinteressati al discernimento e alla “corretta interpretazione” delle idee da parte degli intellettuali. Questi devono pensare a proporre le idee; all’interpretazione, vogliamo pensarci noi! Ne siamo capaci e ne sentiamo la necessità. Per concludere, ai “giocolieri” della politica, non chiedo di lavorare gratis, non chiedo di essere onesti, non chiedo di abbandonare i privilegi… chiedo invece con forza, di abbandonare i tatticismi, i compromessi, le mezze ragioni, la riduzione del danno. Agli “uomini” della politica insomma, chiedo la coerenza di portare avanti un’idea, un principio sopra agli altri, se necessario, contro gli altri: l’Italia innanzitutto!!!



03.07.2017 – Alberto Conterio 

Opinioni Monarchiche: Immigrazione e relativismo, portano alla guerra!

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Lun, 03/07/2017 - 21:53
Opinioni Monarchiche: Immigrazione e relativismo, portano alla guerra!: Immigrazione e relativismo, portano alla guerra! Non che fosse necessario, ma gli ultimi attentati di Londra e di Parigi, devono in...

Immigrazione e relativismo, portano alla guerra!

Opinioni monarchiche - Lun, 03/07/2017 - 21:51


Immigrazione e relativismo, portano alla guerra!
Non che fosse necessario, ma gli ultimi attentati di Londra e di Parigi, devono indurci ad una riflessione: la società occidentale è lanciata come un treno a grande velocità contro un muro. L’impatto imminente non sarà lieve e potrebbe stravolgere per sempre le nostre vite e la nostra scala di valori.
Il prolungato momento economico di crisi potrebbe portarci a credere che la priorità oggi l’abbiano altri argomenti, come il lavoro, il sistema di tassazione, la sanità o l’istruzione, ma non è così.Solo 6 anni fa, quando in Gran Bretagna e prima ancora in Francia ci furono rivolte, roghi e guerriglia urbana da parte delle popolazioni non autoctone residenti in quelle nazioni, alzammo le spalle credendo il pericolo lontano.L’Italia non presentava ancora quello stato avanzato di degrado. I fatti di Rosarno in Calabria erano stati marginali, ma eravamo ad una svolta senz’altro.


I sociologi hanno continuato ad mentire a noi e a se stessi, facendo tutti i dovuti distinguo tra quanto era successo in Gran Bretagna e Francia e quanto era successo in Italia. A distanza di pochi anni, avendo fatto esperienza, pare ormai evidente anche alla maggioranza degli italiani, il fallimento completo del progetto multi culturale. Rosarno per l’Italia ha rappresentato l’aperitivo…Già avevamo scritto in passato che non può esistere una società multiculturale in quanto la società che mai dovesse raggiungere questo malaugurato traguardo sarebbe una nuova società edificata sulle ceneri di tutte le altre culture distrutte e sostituite. Ripeto, oggi ne abbiamo conferma. Se è vero che i fenomeni migratori in passato sono stati inarrestabili e naturali, è altrettanto vero che oggi questi flussi sono in gran parte manovrati, e resi strumento per destabilizzare intere aree geografiche. L’Italia negli ultimi quattro anni è diventata la vittima sacrificale di questa manovra, grazie - nella migliore delle ipotesi - a politici marionetta, oppure colpevoli per qualche danaro, di tradimento verso la Patria. Recentissimamente da Montecitorio è stato poi lanciato da parte del Partito Democratico, come un anatema, il grido di battaglia “Jus soli subito: una legge di civiltà”, argomentando che per mettere le cose a posto occorre regolamentare questa gente con la cittadinanza italiana permettendo così la corretta integrazione. C’è addirittura chi ha sproloquiato che lo Jus soli ci garantirebbe un futuro esente da attentati, rendendo palese - se non si fosse ancora compreso - che siamo ormai sotto ricatto!  Ciò ha provocato tutto un fiorire di interventi, trasmissioni e articoli mediatici, che tentano il lavaggio del cervello della buona gente italiana. La stessa Cei, Conferenza Episcopale Italiana è intervenuta, approvando questa follia. Secondo il Presidente, l’Arcivescovo Gualtiero Bassetti, l’integrazione sarà reale solo quando tutti i cittadini godranno degli stessi diritti. Ma come può esserci integrazione su questa base,  quando per cultura la maggioranza di queste persone giungono in Italia con aspettative e consuetudini palesemente in contrasto con le nostre?Come vi può essere integrazione e società multiculturale in senso lato, se tra i diversi gruppi etnici, religiosi e culturali hanno aspettative di vita ed obiettivi sociali differenti? Facciamo un esempio semplice, che non può essere smentito da nessuno: se per noi “occidentali” è chiaro che le donne sono paragonabili in tutto e per tutto agli uomini, e altrettanto vero che per la totale maggioranza delle persone di religione islamica non è così! Provatemi il contrario…Resta quindi uno sterile esercizio proferire belle parole in merito nascondendo la verità: chi intende la condizione femminile in diverso modo non potrà mai godere degli stessi diritti perché semplicemente non saprà che farsene. Far finta di nulla è criminale, perché espone la nostra società al pericolo di dover riconsiderare quanto avevamo dato per assodato ormai da generazioni, e contemporaneamente usa violenza contro queste persone allontanandoli di fatto dall’integrazione da noi auspichiamo. Da questo esempio, possiamo comprendere quanta ipocrisia vi sia nel nostro buonismo e nell’ideologia multiculturale.Provo orrore e tristezza per come la politica italiana ha portato avanti la questione, inoltre sono molto inquieto per l’obiettivo finale che sicuramente viene perseguito. Si diceva che la nostra era una società obsoleta, perché monoculturale, che perpetuava l’idea della civiltà occidentale come superiore, che era patriarcale. Per distruggere tutto ciò negli ultimi vent’anni ci hanno costretti a pensare negativo il nostro passato, a creare e vivere in un ambiente amorfo. L’ideale città postmoderna aperta a tutte le culture. Così, le città maggiormente popolate soprattutto, sono diventate laboratori a cielo aperto, dove ogni cultura avrebbe dovuto crescere nel proprio spazio, per godere dei frutti della cooperazione sociale. Abbiamo creato invece un sistema dove la cultura maggioritaria è stata marginalizzata a favore delle minoranze anche quando in contrasto con le nostre secolari tradizioni. Si pensi al Santo Natale o alla Santa Pasqua, in alcuni casi sostituite o abolite per non offendere gli altri credo religiosi. In questo modo, quello che il multiculturalismo ha sancito, non è l’integrazione ma la distruzione della cultura pubblica condivisa e il diritto al rispetto, creando un grande vuoto. Il risultato è il relativismo sociale, dove tutti si sentono di rappresentare la verità.
Torniamo quindi all’immigrazione. Si potrebbe arrestare il flusso impiegando la metà dei soldi che oggi buttiamo alle ortiche (sono oltre quattro miliardi di euro) per l’accoglienza stupida e buonista in favore dei bilanci delle Cooperative adibite allo scopo, invece viene lanciato un ultimo e più distruttivo slogan per incrementare ancora le partenze (e gli affari): “cittadinanza per tutti!!!”
Questo crimine prima o poi si rivolterà contro di noi, perché sul lungo periodo diventerà sconveniente anche per coloro che, nonostante tutto, riusciranno ad ottenere l’agognata cittadinanza. Si ritroveranno presto a vivere in un Paese desertificato e senza futuro, come già avviene oggi per i nostri poveri giovani costretti a migrare all’estero.
Aspettiamoci quindi che il livello di insopportazione e di scontri tra le diverse etnie cresca ancora portandoci alla sola opzione che si renderà necessaria: ridurre i diritti e le libertà di tutti facendo violenza, ai “nuovi cittadini”, ma soprattutto alle popolazioni ospitanti, che hanno tutto il diritto di continuare a comportarsi come hanno sempre fatto, secondo le proprie secolari tradizioni, parlando la propria lingua, osservare senza imbarazzo le proprie leggi e religione, seguendo le proprie consuetudini, sicuri nella società che avevano creato e in cui credevano da generazioni. Inutile dire che a quel punto, sarà ciò che non avremmo mai più voluto vedere: la guerra!  L’attuale decadente classe politica italiana è e sarà sempre più responsabile di questo orrore, e ne risponderà senza dubbio alle future generazioni.
23.06.2017 - Alberto Conterio

Dall’umorismo alla vergogna

Opinioni monarchiche - Ven, 12/05/2017 - 22:49


Dall’umorismo alla vergognaDue paroline sulla visita di Obama a Milano
Sono particolarmente propenso al buon umore oggi, tanto che vorrei poter condividere con voi un fatto che trovo davvero divertente, anzi ridicolo. Si tratta della visita in Italia, a Milano del Sig. Obama, l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America. Per chi non avesse memoria di quanto successo negli ultimi otto anni nel mondo, desidero ricordare che Mister Obama è stato direttamente o indirettamente responsabile di una serie quasi infinita di guerre e attriti a distanza con le maggiori potenze del pianeta. Non per nulla, in questo mondo che ruota ormai alla rovescia, gli è stato assegnato il premio Nobel per la pace, squalificando per sempre quello che un tempo era stato un ambito e prestigioso riconoscimento mondiale!   
 
Si pensi che costui, appena eletto, ha elevato a 30 mila il numero dei soltati Usa in Afghanistan, autorizzando bombardamenti effettuati tramite Droni a distanza, senza aver mai avuto una risoluzione delle Nazione Unite come giustificativo. Stesso principio - sono il più forte e faccio ciò che voglio - per i bombardamenti effettuati su Yemen, Pakistan e Somalia, opportunamente confusi dai media globali come guerra al terrorismo o allo Stato Islamico.Poi la guerra in Libia per rovesciare Gheddafi e il caos lasciato in quel Paese alla fine della stessa, che hanno alimentato nuovamente lo Stato Islamico che si voleva - a parole e annunci - combattere.Nuovo intervento massiccio in Iraq, ufficialmente sempre per lo stesso motivo, salvo poi utilizzare l’Iraq come base logistica per appoggiare l’opposizione “moderata” in Siria nella guerra civile contro il Presidente Assad, reo di voler tenere il suo popolo lontano dalle catene dell’occidente.Ultimo in ordine cronologico è lo scontro orientale in Ucraina, creato e foraggiato da Victoria Nuland assistente Segretario di Stato e dal senatore John McCain - persone di fiducia dell’amministrazione Obama - al solo scopo di strappare quei territori dall’influenza russa.Ma potrei tediarvi ancora per molte righe, citando le innumerevoli provocazioni e piccoli conflitti militari, cibernetici e diplomatici effettuati per procura per voler confermare con cinismo quanto gli Stati Uniti d’America “sono indispensabili per il mondo” …sono parole sue!Ecco, a Milano, questo individuo, questa losca figura, è giunta con un aereo privato, ha alloggiato nel miglior Hotel della città, alla cifra - pare - di oltre 8000 mila euro a notte, pranzando e cenando sempre accompagnato da uno stuolo di lacchè, guardie del corpo e da un sistema di sicurezza impressionante, per fare l’invitato prezioso al summit Seed&Chips che trattava argomenti riguardanti il cibo è l’alimentazione.Nel suo intervento, ci ha “deliziato” con tutta una serie di ovvietà e luoghi comuni, riguardanti la possibilità di sconfiggere la fame nel mondo, la sua fiducia nelle giovani generazioni, e la speranza di un futuro migliore. Cioè il nulla! Nessuno che si sia permesso di chiedere il perché, quando era Presidente degli Stati Uniti d’America, cioè l’uomo più potente del mondo, non abbia destinato una parte degli oltre 600 miliardi di dollari spesi ogni anno negli Usa in armamenti (equivalente a più del 30% della spesa totale mondiale) per mettere in pratica quanto stava vaneggiando. Tutto da ridere quindi se non ci fosse da piangere. Provo vergogna invece per tutti coloro che, messa da parte l’umana intelligenza, hanno applaudito come marionette.Non meritano neppure d’essere insultati poi, quanti hanno speso più 800 euro a testa, per poter dire di aver partecipato alla cena di gala con Obama. Infine, fuori concorso o semplicemente ridicolo il Sindaco di Milano Sala, che con l’omaggio delle chiavi della città all’americano, ha umiliato la parte sana della sua cittadinanza e buttato alle ortiche l’ultimo grammo di dignità della sinistra italiana in salsa renziana!  Sicuramente una brutta pagina da voltare.  
Alberto Conterio - 12.05.2017

Macron Presidente della Repubblica Francese

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Mer, 10/05/2017 - 21:10


COMUNICATO STAMPA


Macron Presidente della Repubblica FranceseDichiarazioni del Presidente Nazionale di Italia Reale Avv. Massimo Mallucci
Esultano le irriducibili sopravvissute al '68, cui ormai il "belletto" fà "mala prova", esultano le "zitelle vestite di tempo" e giovanotti incerti tra "l'essere e il non essere". I monarchici di Italia Reale - Stella e Corona, prendono atto di questa vittoria, fortemente voluta dalle banche d'affari, dalle lobbyes internazionali, dai padroni della politica e dai costruttori del consenso, tutti assertori di una repubblica universale, ove si vedranno ricchezze accumulate per pochi e molta povertà diffusa.  Un Presidente sotto tutela di chi dirige, in modo occulto  o palese, l'economia, oltre che di due donne  ben determinate come la moglie  e la tedesca Merkel. I monarchici di Italia Reale si congratulano con la Sig.ra Marine Le Pen per l'ottimo risultato raggiunto che condurrà il suo partito a delle buone affermazioni sul territorio. I problemi rimangono e il progetto euroatlantico che vuole la decomposizione delle nazioni europee continuerà. Non si può non sottolineare la forte astensione che ha raggiunto il 25%, da sommare al 12% di schede bianche. Questo significa un grande rifiuto, da parte della metà del popolo francese per un sistema che non parla più alla gente, alle categorie, alle famiglie, ai giovani. I monarchici di Italia Reale sottolineano come i francesi, che hanno espresso una preferenza per uno dei due candidati, siano stati circa 24,5 milioni di persone. Circa la metà del corpo elettorale. Un Presidente è stato eletto ma la Repubblica non avrà certo un lungo avvenire. 
Viva il Re!Massimo Mallucci de Mulucci

Crisi della carta stampata

Opinioni monarchiche - Dom, 30/04/2017 - 23:41


Crisi della carta stampataDisaffezione delle nuove generazioni o i motivi sono più seri?
Personalmente, ho avuto modo di riflettere diverse volte sulle cause della crisi della carta stampata. Da anni i giornali, siano essi i quotidiani o i periodici (settimanali e mensili in genere) perdono costantemente lettori in favore della rete (internet). Gli esperti, sono concordi nell'affermare che ciò è dovuto alla rivoluzione tecnologica di questi ultimi 20 - 25 anni, che ha visto i lettori delle nuove generazioni spostarsi appunto, dai giornali tradizionali al web, dove l'informazione corre aggiornata in tempo reale, ormai fruibile in qualsiasi momento tramite un normale telefono delle ultime generazioni. Diversi infatti i progetti e i tentativi delle grandi testate giornalistiche di sdoppiarsi per acquisire abbonamenti e visualizzazioni in rete anche, ma i risultati di queste "ristrutturazioni" non sembrano però aver avuto il successo preventivato. Imperversano nel contempo, siti e blog minori. Sono centinaia, migliaia anche, e raccolgono milioni di lettori sempre più esigenti e interessati. 

E' quindi chiaro, che le cause evidenziate dagli "esperti" non sono sufficienti a giustificare la disaffezione dei lettori verso la carta stampata delle grandi testate giornalistiche. Le cause sono sicuramente altre. Un altro tassello di questo enigma, ci aiuta nella nostra riflessione : le difficoltà che stanno vivendo anche le agenzie di informazione, Ansa, Agi, Adn Kronos, per citarne alcune. Le loro difficoltà, sembrano sconfessare la storiella del cambio generazionale dei lettori e il salto tecnologico nell'informazione. Le agenzie stampa infatti avrebbero dovuto trarre un grande vantaggio dalla rivoluzione tecnologica. Queste agenzie, non si sono mai appoggiate a pubblicazioni cartacee per divulgare le loro notizie no? In passato hanno utilizzato telescriventi, Telex, Fax ecc. Il web quindi avrebbe dovuto aumentare considerevolmente la loro efficienza e capacità. Perché allora anch'esse sono in gran parte in crisi?I lettori di questo spazio, avranno a questo punto già compreso dove ho intenzione di arrivare vero? Ho trattato altre volte da questo blog il problema della libertà di stampa, e quanto ciò possa comportare quando la stessa risulta essere limitata, o prigioniera di altri poteri. In Italia abbiamo avuto in passato buoni giornalisti e buoni giornali, ...poi la politica ed ora la finanza e le lobby hanno ridotto il sistema ad un ombra di ciò che era, trasformando il lavoro nobile del giornalista, in una mansione grigia. Un individuo amorfo, piegato davanti al proprio computer, dedito a fare il copia e incolla delle "notizie" proposte dal mainstream. Scusatemi l'uso di questo terribile termine inglese: il mainstream non è altro che l'insieme della grande informazione (grosse agenzie e testate giornalistiche mondiali) organizzate in un pensiero unico globalizzato con il quale, poi distribuire le "notizie" secondo interesse, politica e opportunità dei poteri egemoni.   Questo stato di cose ha funzionato bene fintanto che la narrazione offerta, combaciava in gran parte con lo svolgersi della vita reale delle persone normali. Tutti avevano un lavoro, si incrementavano i risparmi, tutti potevano permettersi una casa, le ferie al mare d'estate e la settimana bianca d'inverno, si  poteva studiare con una spesa contenuta, la sanità funzionava ed era gratuita ecc. ecc. E dire che già un tempo, i più attenti lettori, dubitavano della sincerità dei giornali che  leggevano. A Torino ad esempio il giornale La Stampa, era scherzosamente chiamata dai lettori "la busiarda" in dialetto torinese: la bugiarda... Negli ultimi vent'anni però, mano a mano che aumentava il divario, ...la percezione tra il racconto mainstream improntato a nascondere la verità, è la vita reale delle persone sempre più difficile, è aumentata anche la disaffezione dei lettori verso la carta stampata, e l'informazione tradizionale divulgata attraverso la radio e la televisione. E' un processo che investe tutto il mondo occidentale in generale. Non centra nulla la rivoluzione tecnologica o il cambio generazionale. Il processo di disaffezione dei lettori, è dovuto quindi al fatto ormai evidentissimo che gli organi di informazione principali, agenzie di informazione, testate giornalistiche, radio e televisione sono ormai ridoti a fare la trombetta di regime... Costoro, non hanno più inviati per il mondo che raccontano la verità, ma squallidi impiegati d'ufficio che ricopiano le notizie offerte in pasto dalla "regia" dei poteri forti. Chi si espone con articoli originali di denuncia o di ricerca validi a informare seriamente i lettori, viene dileggiato prima, emarginato poi, e se non basta eliminato fisicamente, come successo al giornalista tedesco Udo Ulfkotte. Poteva fare carriera dopo aver rivelato che giornali e giornalisti sono “comprati” dalla Cia?Altro che libertà di stampa. Ma in un paese come il nostro, dove i giornali campano di contributi pubblici e di pubblicità e sono proprietà dei più grossi gruppi industriali nazionali, si potranno mai leggere notizie veritiere sulla situazione internazionale? si potrà mai avere una situazione reale della nostra economia? potremmo mai avere la possibilità di conoscere con obiettività idee contrarie alla compagine di governo?Resta la rete quindi, sulla quale, viaggiano molte più notizie. I giovani sono facilitati nella ricerca di queste possibilità grazie alle loro maggiori conoscenze informatiche. Le ultime generazioni e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie quindi sono la conseguenza alla causa. Non la causa di disaffezione.Cosa succederà in futuro? La sfida contro il pensiero unico del mainstream non è vinta anzi... La Brexit, l'elezione di Trump alla Casa Bianca e la sconfitta dei burattini di Bruxelles al referendum italiano del 4 dicembre scorso, sono battaglie vinte dalla libera informazione in rete certo, ma la guerra dell'informazione è appena cominciata. Annusato il pericolo, il regime globale è già corso ai ripari. Si moltiplicano infatti le proposte per mettere un freno alla libertà di informazione sulla rete. Naturalmente non si parla di censura. Costoro non sono nei bambini neofiti. Il processo di controllo della rete, ha preso avvio sotto la falsa veste di battaglia contro le false notizie. Una necessità insomma! Parliamoci chiaro: in rete circolano migliaia di notizie ogni ora. Molte sono poco attendibili, per carità, ma voler controllare ciò a monte da parte di una regia di garanzia, sa di regime. Si sente il puzzo della dittatura!Volete una conferma? Chi farà parte della commissione che vigilerà sulla veridicità delle notizie diffuse sulla rete dagli stessi utenti per gli utenti? Google e Facebook ad esempio, i due colossi della rete, hanno già varato sistemi di controllo che fanno capo a gruppi di "esperti" formati dalle principali testate giornalistiche mondiali! Si avete letto bene: le notizie saranno controllate dai giornali e dalle agenzie principali che oggi, formano il mainstream del pensiero unico. E come funzionerà? inizialmente è previsto un sistema grafico a semaforo. Vicino al titolo della notizia "verificata", comparirà un pallino verde, giallo o rosso, secondo il grado di attendibilità stabilito dalla commissione di controllo, ma in futuro, quando questa regia globale sarà in grado di controllare ogni notizia, quelle giudicate "pericolose", potrebbero essere semplicemente oscurate, ...vere o false che siano!Ancora una volta insomma, non saremo noi a decidere quale notizia leggere. A noi resterà ancora una volta la sola libertà di leggere le notizie giudicate positive per noi, cioè non pericolose per la finanza e i poteri forti che ci governano. Se questa non è dittatura cos'è?Il tempo stringe ormai, ed è meglio essere coscienti del pericolo che corriamo. E' un pericolo mortale questo, perché mai in passato è stato possibile controllare tutte le informazioni. Oggi invece, la tecnologia rende questo pericolo possibile e reale, e quando ciò si avvererà, noi saremmo tornati ad essere schiavi, come al tempo della costruzione delle piramidi. Siete avvisati!
Alberto Conterio - 30.04.2017

Monarchico perché?

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Lun, 03/04/2017 - 22:16


Monarchico perché?Differenza tra demagogia e buon senso
Dialogando con un conoscente, siamo giunti ad un certo punto, a confrontarci su un argomento politico, e nell’apprendere il mio essere Monarchico, il mio interlocutore non ha saputo resistere alla tentazione di rivolgermi la solita e immancabile domanda, tanto ingenua quanto banale… “come si può essere monarchici al giorno d’oggi?” Sapendolo vicino al Movimento 5 Stelle, non ho trovato risposta migliore che recitare l’Articolo 50 dello Statuto Albertino; “Le funzioni di Senatore e di Deputato non danno luogo a nessuna retribuzione o indennità” aggiungendo che lo Statuto Monarchico non faceva di questa particolarità, un argomento demagogico ad uso dell'opposizione, ma ne faceva una regola di vita e di buon senso comune…Visibilmente seccato, il mio interlocutore non ha più abbozzato nessun’altra domanda!
Alberto Conterio 03.04.2017

Opinioni Monarchiche: Gennaio 2017 - Pro o contro il mondo globalizzato?...

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Lun, 03/04/2017 - 22:15
Opinioni Monarchiche: Gennaio 2017 - Pro o contro il mondo globalizzato?...: Gennaio 2017 - Pro o contro il mondo globalizzato? Una grande opportunità per i monarchici italiani tra le fila del campo "giust...

Gennaio 2017 - Pro o contro il mondo globalizzato?

Opinioni monarchiche - Lun, 03/04/2017 - 22:03


Gennaio 2017 - Pro o contro il mondo globalizzato?Una grande opportunità per i monarchici italiani tra le fila del campo "giusto"
Desidero aprire questo nuovo anno con una riflessione sulla situazione politica e sociale che sta attraversando l’Italia e mondo occidentale. Il 2016, è stato sotto molti punti di vista uno degli anni più critici degli ultimi vent’anni, principalmente per il perdurare della crisi economica e l’acutizzarsi della situazione relativa all’immigrazione clandestina. Fuori dal nostro Paese, lo stesso anno ha visto il progressivo deterioramento della situazione geopolitica dovuto in massima parte ancora, al tentativo statunitense di proporsi sulla scena internazionale quale potenza egemone. Allo stesso modo, occorre ricordare alcuni importanti fatti, che hanno visto il successo di compagini politiche ed economiche avversate dai poteri forti mondiali. Ci riferiamo chiaramente alla Brexit e all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli stati Uniti d’America…

Sul terreno nazionale, il referendum confermativo sulla de-forma istituzionale Renzi Boschi Verdini, ha consumato in un colpo solo le residuali speranze del Premier Renzi di continuare a gabbare gli italiani con promesse da marinaio in favore degli interessi europei. Si potrà dire, come alcuni avevano previsto alla vigilia, che non è cambiato nulla, che si tratta di una vittoria di Pirro, confermato dal nuovo governo Gentiloni  (definito un Renzi bis) ma non è così. Almeno questa è la mia opinioneCredo al contrario che il risultato del referendum, oltre al valore in se del significato politico che gli abbiamo attribuito, abbia certificato in modo inequivocabile, che il sistema basato sulla dualità “destra e sinistra” è terminato, finito!Ciò si legge nell’analisi del risultato. Nel 40% di Si, non troviamo esclusivamente l’elettorato storico del PD, così come nel risultato sorprendente del No, non troviamo solo chi bramava strappare alla sinistra (in senso lato) il potere. Come tra i favorevoli  si possono annoverare molti elettori di centro destra, pentastellati e radicali, tra i contrari, ancor meglio, troviamo elettori che vanno da Casa Pound di estrema destra ai Comunisti di Rizzo! E ciò non è solo sorprendente e quasi incredibile.Quanto è successo quindi  è estremamente positivo, e foriero di un cambiamento radicale e utile a risollevare le sorti della nostra Patria.Al vecchio "fronte" destra-sinistra, abbiamo sostituito il nuovo "fronte" di scontro basato su chi è pro o contro la globalizzazione. Abbiamo cioè maturato una consapevolezza che ci ha portati a ridistribuirci trasversalmente ai partiti tradizionali, pro o contro il bisogno di sovranità nazionale, pro o contro la cultura e la civiltà della nostra storia svenduta al nulla del multiculturalismo, il pro o contro la dignità del lavoro e delle persone svendute alla competitività ad ogni costo dei mercati aperti. Questo è il “nuovo” che esce dall'Italia nel 2016 appena concluso. A confortarmi su questa analisi, è il fattore anagrafico. Il fronte schierato contro la globalizzazione, contro l’annichilimento della cultura e del lavoro in favore dei mercati e in favore di poteri sovrannazionali vede molti più giovani di quanto ci si potesse aspettare, segno evidente che l’informazione neutra e completa che si può trovare in rete, indipendentemente dai mas media convenzionali di regime, ha svolto uno dei suoi principali compiti: quello di garante della democrazia.Italia Reale in questo nuovo panorama, può certamente continuare a battersi per il ritorno della Monarchia in Italia, solo se saprà attualizzare la propria azione politica all’interno del fronte volto a recuperare la totalità della sovranità nazionale. Se un tempo era possibile avere una Monarchie e contemporaneamente governi socialisti o social democratici (si guardi alla Svezia)oggi deve essere chiaro che ciò non è più possibile. La globalizzazione si pone in antitesi con le normali istituzioni democratiche, siano esse monarchiche o repubblicane!  Credere di poter instaurare una nuova Monarchia senza prima aver liberato il campo dai negativi effetti della globalizzazione è quindi utopia.Il nostro continuo impegno in favore della Monarchia insomma, può trarre nuova linfa proprio da questa nuova situazione, che dopo decine d'anni di immobilismo politico "destra-sinistra" ci pone culturalmente alla pari di altri partiti e movimenti politici, alla ricerca della perduta libertà e dignità dei popoli.
Alberto Conterio - 14.01.2017