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Dalla retorica all’orgoglio di essere italiani

Opinioni monarchiche - Gio, 25/10/2018 - 22:38

Dalla retorica all’orgoglio di essere italiani
La retorica pacifista, globalista, modernista o qualunquista, inquinerà anche quest’anno, l’anniversario della nostra vittoriosa quarta guerra di indipendenza nazionale, …leggasi, prima guerra mondiale. Anzi proprio perché sarà il centesimo anniversario di questo importante avvenimento nazionale, verrà obbligatoriamente decontestualizzato dal suo periodo storico e ideologizzato secondo il pensiero unico dominante oggi. Il politicamente corretto!

Se amiamo la verità, se proviamo l’orgoglio di essere italiani nonostante tutto, se siamo donne e uomini che si sentono tali però, queste buffonate non devono turbarci, ma, non devono nemmeno renderci insensibili al torto che verrà compiuto nei confronti di chi allora, è morto o è rimasto seriamente ferito e mutilato per la Patria!Perché scrivo questo? Perché da anni, parlare di Vittoria nella grande guerra, non è di moda. Suona male. Appare sporco, negativo!Oggi si può parlare di ogni cosa. Ad esempio, si può essere considerati esempi per le nuove generazioni, parlando di uso depenalizzato delle droghe leggere, oppure di diritto all’aborto, così come non si fa peccato a ridicolizzare la nostra tradizione cristiana… guai però a provare il giusto senso di orgogliosa appartenenza ad una comunità che trae forza e valori, ricordando chi seppe vincere con la volontà e il sacrificio, la grande guerra mondiale 1915 - 18!Qualche tempo fa, un ridicolo giornalista di una ridicola testata a tiratura nazionale, osò scrivere che la prima guerra mondiale, non era stata una guerra di eroi, ma solo una guerra di individui costretti con la forza a farsi ammazzare in nome delle logiche e degli interessi delle classi al potere. Costui non solo si sbagliava storicamente, discriminando le migliaia di figure che eroicamente avevano deciso di immolarsi volontariamente in nome e per amore della nostra Patria, (due nomi su tutti, Nazario Sauro e Cesare Battisti) ma si sbagliava anche a livello generale. Imperdonabile e ancor più grave il suo errore da questo punto di vista, perché se e vero che molte persone erano state costrette a combattere e morire in battaglia contro la loro volontà, proprio a loro spetterebbe il titolo di eroi. Non di meno e non di più. Cento anni fa è stata scritta un’epopea che non abbiamo il diritto di mortificare con le assurdità e le vergognose lagnanze d’oggi. A noi oggi, forse uomini e cittadini migliori (ma non credo) spetta, il compito di ricordare con la mente aperta, non di giudicare con mente ottenebrata dalle ideologie e dalle mode correnti.Siate coscienti: il quattro novembre quest’anno, si ricorderà che un secolo fa prese avvio una nuova era. Fu il momento in cui tutti gli italiani si sentirono tali e scoprirono di essere un popolo compiuto, al pari di altri popoli d’Europa. Anzi più degli altri popoli, perché avevamo finalmente tirato una riga sotto al computo di oltre 25 secoli di storia e civiltà ininterrotte. Questi, sono valori che non passano di moda. Questi sono valori, che dovrebbero (se valorizzati) permetterci di dare il giusto peso e corretta importanza a chi pretende di giudicarci sulla base dei risultati elaborati da un’agenzia di rating, dalla Commissione europea o da uno dei suoi arroganti e folcloristici galoppini. Desidero concludere, citando le parole, sempre valide, di uomo, che dall’alto dei suoi 152 cm di statura, ha dimostrato con la sua virile volontà di essere una spanna abbondante al di sopra di tanti blasonati suoi e nostri contemporanei:  
“Italiani, cittadini e soldati !
Siate un Esercito solo. Ogni viltà è tradimento, ogni discordia è tradimento, ogni recriminazione è tradimento. Questo mio grido di fede incrollabile nei destini d'Italia suoni così nelle trincee come in ogni più remoto lembo della Patria; e sia il grido del popolo che combatte e del popolo che lavora.”Lo stesso popolo che vinse allora, a distanza di un secolo, è chiamato a combattere e a lavorare con orgoglio perché l’Italia possa vincere anche oggi, per tutti gli italiani!
Aberto Conterio - 25.10.2018

Opinioni Monarchiche: Anche in Italia una operazione Macron!

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Lun, 03/09/2018 - 22:14
Opinioni Monarchiche: Anche in Italia una operazione Macron!: Anche in Italia una operazione Macron! Gli italiani si faranno abbindolare dall'Europa? Fate attenzione, anche in Italia, assi...

Anche in Italia una operazione Macron!

Opinioni monarchiche - Lun, 03/09/2018 - 22:13

Anche in Italia una operazione Macron!Gli italiani si faranno abbindolare dall'Europa?
Fate attenzione, anche in Italia, assistiamo da alcune settimane - senza quasi renderci conto di quanto sta succedendo - allo svolgersi di una grossa operazione mediatica in favore dell’ Unione Europea e dell’Establishment europeista.Dopo i primi provvedimenti dell’attuale governo, appare chiaro che coloro che traevano interessi dalle precedenti politiche filo mondialiste, europeiste e neoliberiste, sono ormai presi dal panico.Se la situazione italiana, facendo da apripista, dovesse accendere la miccia dei vari movimenti anti europei, arrivando ad un accordo generale tra loro prima di andare al rinnovo del Parlamento europeo, la situazione per l’Unione potrebbe davvero farsi critica. Chiaramente gli interessi in gioco sono tanti e forti, da giustificare il tentativo di ripetere ciò che in Francia s’è fatto con Emmanuel Macron… Prendi uno sconosciuto a controllo remoto, e lo “pompi” a beniamino assoluto a reti unificate, mentre si sparge abbondante merda (scusate il francesismo) sugli avversari (Di Maio e Salvini in primis) ventiquattr’ore su ventiquattro, domenica compresa! Prima o poi qualche cosa succede!

Avete capito di chi sto parlando? Se non pensate solo al campionato di calcio, l’avete già capito: parlo naturalmente di Antonio Tajani!Si proprio dell’attuale Presidente del parlamento europeo, 61 anni, faccia pacioccona, toni moderatissssimi… praticamente un Prodi 2. Evidentemente uomo di assoluta fiducia della Commissione Europea, e dalla quale deve aver ricevuto incarico di “intercettare” e se possibile accaparrarsi il consenso elettorale degli italiani al prossimo appuntamento elettorale europeo …e non solo.Perché lui? Perché ogni altro politico oggi all’opposizione dell’attuale governo non ha nessuna possibilità di riuscire nell’impresa necessaria: Abbattere l’esecutivo Conte e riportare l’Italia nel gregge europeo ed europeista senza danni. È presto detto: Liberi e Uguali di Grasso e Boldrini, contano come il due di picche, e le ceneri fumanti del Pd avranno bisogno di anni per raffreddarsi. Giorgia Meloni, pur stando fuori dal governo, è vista dall’Europa come un piccolo Orban, e allora non resta che Forza Italia. Ma Silvio Berlusconi è impresentabile a prescindere come Renzi. Esaurito il suo compito di impedire al Centro Destra di stravincere le elezioni politiche del 4 marzo scorso come era più che prevedibile, non serve più a nulla! A Bruxelles non perdono tempo, e stanno già lavorando sul prossimo obiettivo: creare una figura non compromessa, poco conosciuta, che ripetendo a pappagallo alcuni punti obiettivamente "sensibili"(vedi la crescita, la riduzione del debito pubblico, la salvaguardia dei risparmi degli italiani ecc.) possa far invertire la rotta attuale e riportare in acque controllate la nave Italia, mettendo fine ad ogni possibile idea di cambiamento.Marine Le Pen, designata a vincere contro la vecchia guardia della politica nazionale francese, è stata sgambettata sul traguardo da uno sconosciuto, l'utile idiota dei poteri forti. A distanza di soli 15 mesi dalla sua elezione, il suo indice di gradimento è calato dal 64% post elezioni al 36%... ma ormai la frittata è fatta. La dittatura europea ha dimostrato di saper giocare, e molto bene le sue carte a sua salvaguardia. Sarà così anche in Italia? Questa sera alle 19.30 circa su TGCOM24, quotidiano di News Mediaset, Antonio Tajani intervistato sulla possibile manovra finanziaria del governo in carica, ha tenuto un monologo di quasi 5 minuti ininterrotti senza un contradditorio, sparando a zero sull'esecutivo e facendo terrorismo informativo.Ora, se gli italiani si faranno abbindolare da costui e dall'Europa, non sarà perché desiderano tornare a farsi prendere in giro come negli ultimi 5 anni, ma solo perché i media tutti, saranno riusciti a confonderli. Il tallone d'Achille della Democrazia infatti, è ubicato nell'informazione malata e guidata, non solo in Italia ma in tutto l'occidente. Riuscirà questo governo ad opporsi sufficientemente a ciò? 
Alberto Conterio - 03.09.2018

COMUNICATO STAMPA

Italia Reale Stella e Corona di Biella - Mar, 21/08/2018 - 09:14
ITALIA   REALE  -  Stella e Coronaufficio stampa nazionale italiareale@gmail.com  ; sito nazionale www. italiareale-stellaecorona.it ; Casella postale 937-16100Genova

COMUNICATO STAMPA
Apprendiamo dalla stampa che il Rettore del Santuario di Vicoforte, fatto edificare dal Duca Carlo Emanuele I di Savoia, è stato nominato Cavaliere dell'ordine militare della Repubblica Italiana. Siamo sicuri che l'On. Mattarella, nella Sua Qualità, sia stato mosso da intenti riconciliativi e pacificatori che, però, non sono stati quelli del Rettore Meo Bessone che,al contrario, in occasione del rimpatrio delle salme del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, non ha perso occasione per organizzare un rientro-oblio dei nostri Sovrani. Ha continuato a seminare divisioni settarie ed a diffondere pregiudizi. Ripugnano le ultime dichiarazioni che confinano ad un ruolo di semplice curiosità storica i Sovrani , nascosti ai fedeli che vorrebbero pregare anche per loro. Non un'indicazione, non una candela da poter accendere, pesanti grate che impediscono ai fedeli di onorare la Regina Elena, proclamata "Serva di Dio" nel 2001, come primo scalino per la "Beatificazione". Non vi è, in tal senso, alcuna iscrizione sulla tomba. E' stato oltraggiato il "gagliardetto Reale", calpestato dal Rettore Cavaliere, così come le bandiere tricolori del Regno. Quelle bandiere che le formazioni partigiane monarchiche, proprio in provincia di Cuneo, hanno difeso a costo della morte :Ricordiamo gli eroismi dei monarchici Martini Mauri, del Maggiore Martelli, del Tenente Paglieri,del Generale Perotti, di Cordero di Pamparato, di Giuseppe Cordero di Montezemolo, di Curreno di Santa Margherita. Che dire dei sacrifici sofferti dai deportati nei campi della morte tedeschi (tra questi la stessa figlia del Re, la Principessa Mafalda) tutti onorarono quelle bandiere ,per rimanere fedeli al Re, sperando in una libertà futura. Questa libertà non è certo quella esaltata dal Rettore Cavaliere nell'omelia di domenica 28 luglio, riferendosi ad un sistema, consolidatosi in questa repubblica che avrebbe dato agli Italiani "in questi 70 anni" tutto ciò di cui  avevano bisogno. Ci limitiamo a sottolineare il clima da basso impero che viviamo in questa società che sembra aver istituzionalizzato la RAPPRESENTAZIONE BUONISTA DEL MALE, con tutte le conseguenze nei vari settori (famiglia, scuola, giustizia, lavoro) Non serve impedire ai simboli monarchici di avvicinarsi alle Tombe Reali, così come non serve allontanare i gruppi di fedeli, sbattendo loro la porta della Chiesa in faccia, come accaduto. Nello stesso giorno la stampa dava notizia della presentazione del libro di Aldo Mola in difesa della Massoneria. Dopo la nomina A Cavaliere ci aspettiamo quella a "maestro venerabile". Non si sa mai, nella vita tutto può accadere.
L'addetto stampa Pier Francesco Gaviglio Rouby.