L'Italia ingovernabile

autore: 
Massimo Mallucci

Necessario più che mai il ritorno del Re e la presenza del Partito dei Monarchici

Si è ormai consolidata una "Democrazia senza popolo", nel senso che la maggior parte degli elettori diserta le urne e non crede più ad un sistema che ha consolidato una oligarchia arrogante, diffuso insicurezza e corruzione.

Il clima che stiamo vivendo ci regala omicidi, rapine, furti, estorsioni. 

In certe zone la criminalità è incontrollabile e lo Stato non riesce a difendere i cittadini nemmeno dai banditi da strada.

L'unico reato veramente perseguibile è quello fiscale.
A questo proposito è bene ricordare le decine di morti suicidi a causa della pressione del fisco, resa insopportabile.

I giornali ne hanno riportato notizia con il contagocce, ma si tratta di piccoli imprenditori, piccoli commercianti, artigiani, onesti lavoratori, che non potevano più sopportare di vedere la loro vita ed i loro sforzi distrutti da un fiscalismo esoso che giova soltanto a quell'impero virtuale che è l'Europa dell'euro e alle banche centrali.

A fronte di tanto sfascio, la classe politica sembra voler varare riforme che non toccano minimamente i privilegi consolidati in tutti questi anni. Si parla di abolire le province, mantenendo, però, le regioni, veri e propri carrozzoni che hanno moltiplicato le corruzioni e le spese folli della politica centrale.

Noi monarchici abbiamo sempre proposto l'accorpamento delle province, considerando anche i legami storici e culturali, nella prospettiva di decentrare i servizi sul territorio e non poltrone e potere partitico. Senza toccare i propri privilegi, i politici continuano a parlare di diminuire il numero dei parlamentari e dei senatori. Sarebbe meglio mantenere la più vasta diversificazione delle idee e diminuire gli stipendi, con tutti gli annessi e connessi.

Il popolo ha perso la propria "Sovranità", in quanto non può più votare liberamente come vuole. Liste bloccate, listini, coalizioni che si rompono e si rifanno, rendono impossibile il ricambio. 

La Sovranità perduta «è quella però che riguarda la libertà della Patria», non più autonoma ma soggetta al volere di un potere virtuale Europeo. 

Il parlamento europeo, oltre ad essere un'utopia, è una vera e propria impostura, un pericolo per le economie dei singoli Stati ma, soprattutto, per le famiglie e di chi lavora onestamente. 

Jerome Seguin aveva giustamente scritto: «l'artificiale costruzione europea ci è stata imposta come trampolino di lancio per le forze mondialiste, identificabili nell'alta finanza e nelle società, più o meno segrete ed estremamente potenti: come il B'nai B'rith, e il Bilder Berg».

In nome della libertà questo sistema, ormai asfittico, apre le carceri a migliaia di detenuti, mantiene il patteggiamento della pena nel processo penale, non si vergogna delle condanne irrisorie per i responsabili di delitti orrendi.

Insomma, si aprono le carceri e si chiudono i Tribunali.
Oltre trenta piccoli Tribunali di provincia che funzionavano perfettamente e costituivano un presidio del territorio, sono stati, infatti, chiusi per una precisa volontà degli ultimi burocrati (di staliniana memoria) che ci governano.

Intanto il prodotto interno lordo, reale, del nostro Paese è sceso, rispetto al 2007 del 9,1%. Il reddito pro-capite è diminuito dell' 11,5%. La produzione industriale vede una diminuzione del 24,6%, mentre i senza lavoro stanno raggiungendo circa gli 8 milioni di persone.

Dato gravissimo, per una repubblica fondata sul lavoro, è anche lo stato di povertà delle persone, circa 5 milioni di italiani vivono al di sotto del minimo vitale.
Le mense dei poveri si affollano sempre di più. Viviamo «una economia di guerra» in tempo di pace.

In una situazione come questa i Monarchici di Stella e Corona ripropongono l'assoluta necessità di eleggere una Costituente, più ampia possibile, per ricostruire il Paese e rifondare lo Stato.

All'orizzonte non può che esserci una Monarchia, capace di restituirci stabilità, sicurezza, dignità nazionale e identità, in Europa e nel mondo.

 

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